Pierpaolo Spollon: «L’anno prossimo scappo in Martinica con i miei figli»

L’attore di “Blanca” è inarrestabile: fra teatro, serie e programmi, non si ferma mai: «Ma adesso vorrei fare soprattutto il papà»


L’attorre italiano Pierpaolo Spollon partecipa al photocall della serie Rai Che Dio ci aiuti 7 alla sede Rai di viale Mazzini. Roma (Italia), 10 Gennaio 2023
Solange Savagnone
19 Ottobre 2023 alle 08:10

Era tanto carino Pierpaolo Spollon nei panni del cuoco Nanni nella prima stagione di “Blanca”. Poi si è scoperto che in realtà era Sebastiano e voleva vendicarsi di lei, per averlo ingiustamente accusato di avere ucciso la sorella, facendogli fare 15 anni di galera. Così, nel finale della prima stagione, aveva rapito e quasi ucciso la nostra povera Blanca.

Spollon, non era così scontato che lei ci fosse nella nuova stagione.
«In genere se un personaggio va in galera, esce di scena. Se invece hanno deciso di farlo uscire di prigione e fargli intraprendere di nuovo una storia con Blanca, forse qualcosa di buono Nanni, anzi Sebastiano, ce l’aveva».

Li ha convinti lei a farla tornare?
«È stata una cosa inaspettata. Hanno trovato questo escamotage ispirandosi a casi di cronaca vera. Quando hanno condannato Nanni per il sequestro di Blanca, gli hanno condonato la pena per compensare il periodo passato ingiustamente dietro le sbarre».

Quindi Sebastiano, ex Nanni, ha ancora molto da dire nella storia?
«Lui è affezionato a Blanca ed essendo andato a vivere a casa sua seguirà dall’interno le sue vicende. Inoltre, dato che Blanca è sempre in mezzo ai guai, diventerà una sorta di cavaliere oscuro, un’eminenza grigia che agisce dietro le quinte, si preoccupa per lei, cerca di difenderla e recuperare umanamente il rapporto. Dato che questa stagione è più “crime” viene coinvolto anche lui, e da indagato diventa indagatore. In più continua la lotta “contro” se stesso».

Blanca al processo mente per scagionarlo, come aveva già fatto anni prima facendolo arrestare.

Mentire è un’opzione valida nella vita?
«Perfino mia madre, l’integerrima Gianna, dice che ci sono bugie bianche. Fa parte di un discorso più complesso, ma diciamo che anch’io le ammetto. Non bisogna per forza dire tutto».

Tacere non equivale a mentire?
«No. Per esempio, ho volutamente omesso il fatto di avere due figli perché avevo uno scopo più alto: difendere la privacy e la riservatezza».

Come mai ha dichiarato soltanto da poco di essere padre di Ettore, 2 anni, e Orlando, 4 e mezzo?
«L’ho raccontato questa estate in occasione della partenza della tournée teatrale di “Quel che provo dir non so”, perché alla fine dello spettacolo spiego come sono uscito da una situazione brutta che ho vissuto e che coinvolgeva anche mio figlio. Non volevo che il pubblico venisse distratto dalla notizia e non cogliesse il messaggio finale. Noi attori diciamo sempre che in ogni spettacolo bisogna sacrificare una parte di se stessi, e io l’ho fatto svelando l’esistenza dei miei figli in un’intervista».

Qual era la situazione brutta?
«Non posso svelarlo: è il colpo di scena finale dello spettacolo! Non vi resta che andarlo a vedere per scoprirlo».

Che rapporto ha con le emozioni di cui parla, appunto, in scena?
«Cerco di viverle in maniera consapevole. Se ho bisogno mi fermo a rifletterci, mi lascio ogni tanto travolgere e a volte le devo bloccare. Con loro ho un dialogo costante».

Qual è la più presente?
«Il senso di colpa, che è il motore del mondo, uno stimolo enorme, come pure l’ansia. Prima devi imparare a riconoscerlo e poi accoglierlo. Bisogna imparare anche dalle emozioni negative. Io, per esempio, insegno ai miei figli ad annoiarsi perché è un modo straordinario per sviluppare la creatività».

Lei che padre è?
«Sono come mi vede la gente! I miei figli sono più matti di me.

Sono un ragazzo pieno di contrasti. In famiglia sono rigido e severo, ma so anche ridere e scherzare. Sono complice dei miei bambini, però resto dell’idea che un padre debba fare il padre e non essere soltanto un amico per i propri figli».

Quando riesce a stare con loro, visti i tanti impegni che ha?
«I weekend li dedico a loro e spesso mi raggiungono a Bracciano (RM) dove vivo quando non sono a Padova. Ma l’anno prossimo ho deciso di passare un lungo periodo all’estero con loro. Almeno un mese. Voglio che si aprano al mondo. Mi piacerebbe andare a Guadalupa o in Martinica. A metà dicembre finiscono le riprese di “Doc Nelle tue mani” e a gennaio partirò».

Cosa può anticiparci di “Doc”?
«Sarà l’anno della crisi di tutti i medici “anziani”, ci sono nuovi ingressi e tanti addii. Si rimescolano le carte. Io diventerò uno specializzando senior e per la prima volta avrò dei ragazzi sotto di me. Sarà piuttosto destabilizzante».

A dicembre la vedremo in “Odio il Natale 2”.

Avrà un flirt con Pilar Fogliati, che nella serie Netflix cerca disperatamente un fidanzato?
«Sarò un amico, un confidente della meravigliosa Pilar. Una ragazza fantastica. È uno dei progetti in cui ultimamente mi sono divertito di più e che mi ha dato serenità».

Non è sereno in questo periodo?
«Ho corso tanto, ho bisogno di chiudere questo anno. Sono soddisfatto e motivato, ma devo sistemare un po’ di cose e fermarmi».

Sì, ma dopo Natale… Qual è il suo rapporto con le feste comandate?
«Sono molto “familiare”, amo riunire i parenti. Festa è quando ci si vede tutti insieme. Mi piace il lato magico. Alla vigilia preparo il latte e le impronte di farina di Babbo Natale, faccio finta di sentire i rumori e galvanizzo i miei figli che si eccitano talmente tanto che alle 5 del mattino del 25 sono già svegli».

Non si traveste da Babbo Natale?
«Dovrei chiamare una persona a farlo, così da poter guardare i miei figli e sostenerli durante quella piccola emozione.

Ultimamente è successa una sciocchezza. Orlando aveva paura del primo giorno di asilo e così gli ho raccontato che anche io ne avevo, mettendomi al suo stesso livello e recitando il ruolo di un amichetto. Mi sono divertito, anche se io non temevo nulla da bambino, e lui alla fine era molto sollevato».

Torniamo ai suoi impegni. Per Prime Video ha un progetto in partenza a gennaio. Di cosa si tratta?
«Sarò uno dei partecipanti di “Karaoke night”. Una grande festa del canto. Il sottotesto è “senza vergogna” e diciamo che me la cavo…».

Infine, sul fronte “Che Dio ci aiuti” cosa può dirci? Ritroveremo Emiliano nell’ottava stagione?
«Non credo. Il personaggio è ormai esaurito. Se mi chiederanno di fare un’apparizione è un conto. Ma non sarò tra i protagonisti».




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